Crisi bancarie: capri e anacapri espiatori

Chiudevo così il mio recente trattatello di bancologia morale (tale era il post su peccati e peccatori): Cerchiamo almeno di capire che cosa è successo veramente. Di chi è la colpa? Servono tempo e saggezza in grande quantità per emettere un giudizio. Mi limito per ora a ribadire: il soggetto colpevole è un collettivo. Non era ancora asciugato l’inchiostro digitale di questa frase, e già mi raggiungeva una salva di fragorose pernacchie: «Sanatoria, amnistia, giubileo, basta con questo ciarpame buonista!

Crisi bancarie: peccati e peccatori

Sembra passato un secolo da venerdì 27 ottobre, quando il Presidente Mattarella confermò Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia per altri sei anni. Tutto risolto? Per nulla. Appena cominciati i lavori della Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario e finanziario, sono ripartiti gli attacchi contro via Nazionale. Sono culminati il 30 novembre, durante e dopo l’audizione di Roberto Rossi, Pm di Arezzo, su Banca Etruria. Scriveva il giorno dopo Massimo Giannini in prima pagina su Repubblica

Viva Visco!

Ricevo e volentieri pubblico questa nota sulla travagliata riconferma di Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia. L’ho ricevuta ieri sera da un mio amico di matita (come lo intendeva Charlie Brown) su Twitter. È scritta di getto, e di getto aggiungo la mia risposta. «Da quel che si raccoglie qui, a Roma, ci hanno provato, la sua intuizione non era sbagliata affatto: qualcuno seriamente, qualcuno già molto soddisfatto di esser stato invitato al ballo e di poterlo raccontare ai nipotini : mi ricordo quella volta che potevo diventare Governatore.

Italia vs Ue sugli Npl: la posta in gioco

Note Pubblicato su ilsussidiario.net il 21 ottobre 2017 Può un documento tecnico di vigilanza bancaria suscitare tanto clamore mediatico? È quello che è successo con l’Addendum alle linee guida sui crediti deteriorati (Npl) pubblicato sul sito della Bce il 4 ottobre, nel quale si propone di attivare il calendar provisioning, cioè la svalutazione a tempo dei prestiti bancari problematici (dopo 2 anni per la parte non garantita e 7 anni per quella garantita).

Vigilanza BCE: giro di vite in arrivo

È la settimana dei bilanci sulla lunga stagione delle crisi bancarie vista dall’Italia. Tra ieri e oggi ne hanno scritto Andrea Greco e Vittoria Puledda su Repubblica A&F e Camilla Conti sul Giornale, oltre alla mia rapsodia in nero sul tema. Note Nella foto membri del Consiglio di vigilanza della BCE al 6 maggio 2015. Terza e quarta da sinistra la Presidente Danièle Nouy e la Vice-presidente Sabine Lautenschläger.

La guerra incompresa di Palazzo Koch contro le forze aliene della crisi

Negli ultimi 15 anni «oltre 100 banche sono state commissariate, chiuse, aggregate, e nessuno se n’è accorto». Lo ha affermato Ignazio Visco il 1° luglio scorso, in un dialogo pubblico con Corrado Augias al festival dei due Mondi a Spoleto. Me ne sono ricordato in questi giorni, nel vivo del dibattito sulla riconferma dell’attuale Governatore alla guida della Banca d’Italia. Di qui l’analogia (buffa, ma rispettosa) tra la nostra Supervisione bancaria e la struttura undercover dei Men in Black, tutt’e due impegnate senza tregua per combattere minacce terrificanti, ma facendo in modo che nessuno se ne accorga.

Le due facce della ricapitalizzazione MPS

Dopo una lunga gestazione, è pronta l’analisi della ricapitalizzazione precauzionale di MPS a cui sto lavorando da qualche settimana. La licenzio mentre i media cominciano a reagire alle anticipazioni sui prezzi che i titoli della banca senese dovrebbero far registrare dopo l’imminente riammissione in Borsa, prevista entro metà ottobre. Si parla di quotazioni attorno ai 4-5 euro per azione, inferiori ai 6,49 euro pagati dal Tesoro per sottoscrivere le nuove azioni a pagamento, e agli 8,65 euro applicati per convertire gli strumenti ibridi e subordinati.

Le sette vite del gatto Mis-selling

Oggi vi porto indietro nel tempo. Ho aperto con lo splendido Pinocchio di Jacovitti del 1964, e proseguo con un aneddoto di dieci anni dopo. Capirete alla fine che cosa c’entrano col titolo di questo post. Quell’estate del 1974 Pochi oggi si ricordano delle cartelle fondiarie. Le avevo studiate nel 1979 per la mia tesi di laurea. Le cartelle erano obbligazioni a lungo termine. Oggi le chiameremmo mortgage backed securities o covered bond: col ricavato si erogavano mutui a tasso fisso per la costruzione e l’acquisto di immobili, ed erano emesse da istituti di credito speciale o sezioni autonome di grandi banche.

Padri e figli: le crisi bancarie e i conti in sospeso tra generazioni

Passata è la tempesta Sembra passato un anno dal week-end del 25 giugno, quando la domenica pomeriggio si aspettava col fiato sospeso il Consiglio dei ministri che avrebbe approvato la messa in liquidazione coatta amministrativa delle banche venete. Ora la situazione si è calmata, e ci si è fatti una ragione di quello che il Governo ha messo in atto con il decreto-legge 99/2017. Oscar Giannino e i compari dei Conti della belva sono stati i primi a cogliere il clima cambiato.

Salvataggi paralleli: da Napoli 1996 a Veneto 2017

Mi sto riprendendo dall’ubriacatura di fatti e discussioni sulla crisi risolta (si spera) di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. Complice il ponte romano per i SS.Apostoli, c’è stato un calo di tensione e di attenzione sui media e sui social. Tuttavia stamattina, ai Conti della belva, Oscar Giannino è tornato sul tema (ascoltatelo dal podcast al minuto 21:29) con un giudizio molto interessante: a suo dire, il salvataggio delle banche venete segna la vittoria della via italiana alla gestione delle crisi bancarie.