Crisi bancarie: capri e anacapri espiatori

Chiudevo così il mio recente trattatello di bancologia morale (tale era il post su peccati e peccatori): Cerchiamo almeno di capire che cosa è successo veramente. Di chi è la colpa? Servono tempo e saggezza in grande quantità per emettere un giudizio. Mi limito per ora a ribadire: il soggetto colpevole è un collettivo. Non era ancora asciugato l’inchiostro digitale di questa frase, e già mi raggiungeva una salva di fragorose pernacchie: «Sanatoria, amnistia, giubileo, basta con questo ciarpame buonista!

Commissione banche: l'audizione di Ignazio Visco

Note questo resoconto grezzo e sintetico si basa su appunti presi in collegamento streaming con qualche interruzione. Alcuni passaggi possono essere omessi o riportati parzialmente. Per me il clou è la risposta all’on. Dal Moro. Note Link al video Si comincia. Visco accompagnato da Barbagallo, Trequattrini e Ansuini (responsabile della comunicazione Bankitalia) Casini Sono emerse criticità autorità di controllo:

Crisi bancarie: peccati e peccatori

Sembra passato un secolo da venerdì 27 ottobre, quando il Presidente Mattarella confermò Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia per altri sei anni. Tutto risolto? Per nulla. Appena cominciati i lavori della Commissione d’inchiesta parlamentare sul sistema bancario e finanziario, sono ripartiti gli attacchi contro via Nazionale. Sono culminati il 30 novembre, durante e dopo l’audizione di Roberto Rossi, Pm di Arezzo, su Banca Etruria. Scriveva il giorno dopo Massimo Giannini in prima pagina su Repubblica

La Commissione indaga su azioni gonfiate e banche scoppiate

Sto seguendo i lavori della Commissione banche, al momento impegnata sul dossier Popolari venete. Domenica scorsa mi sono gustato varie audizioni, quella del 31 ottobre dedicata alle Associazioni dei risparmiatori delle due banche, e quelle di Carmelo Barbagallo (Banca d’Italia) e Angelo Apponi (Consob), tenute il 2 novembre. In tutto 9 ore, ma ne è valsa la pena. Ho preso appunti per confrontare quello che si è detto a Palazzo San Macuto con quanto riportato sulla stampa.

Viva Visco!

Ricevo e volentieri pubblico questa nota sulla travagliata riconferma di Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia. L’ho ricevuta ieri sera da un mio amico di matita (come lo intendeva Charlie Brown) su Twitter. È scritta di getto, e di getto aggiungo la mia risposta. «Da quel che si raccoglie qui, a Roma, ci hanno provato, la sua intuizione non era sbagliata affatto: qualcuno seriamente, qualcuno già molto soddisfatto di esser stato invitato al ballo e di poterlo raccontare ai nipotini : mi ricordo quella volta che potevo diventare Governatore.

La guerra incompresa di Palazzo Koch contro le forze aliene della crisi

Negli ultimi 15 anni «oltre 100 banche sono state commissariate, chiuse, aggregate, e nessuno se n’è accorto». Lo ha affermato Ignazio Visco il 1° luglio scorso, in un dialogo pubblico con Corrado Augias al festival dei due Mondi a Spoleto. Me ne sono ricordato in questi giorni, nel vivo del dibattito sulla riconferma dell’attuale Governatore alla guida della Banca d’Italia. Di qui l’analogia (buffa, ma rispettosa) tra la nostra Supervisione bancaria e la struttura undercover dei Men in Black, tutt’e due impegnate senza tregua per combattere minacce terrificanti, ma facendo in modo che nessuno se ne accorga.