Padri e figli: le crisi bancarie e i conti in sospeso tra generazioni

Passata è la tempesta Sembra passato un anno dal week-end del 25 giugno, quando la domenica pomeriggio si aspettava col fiato sospeso il Consiglio dei ministri che avrebbe approvato la messa in liquidazione coatta amministrativa delle banche venete. Ora la situazione si è calmata, e ci si è fatti una ragione di quello che il Governo ha messo in atto con il decreto-legge 99/2017. Oscar Giannino e i compari dei Conti della belva sono stati i primi a cogliere il clima cambiato.

The V&V plan: slow bank rescuing

With the approval of the Decree Law 99 of 25 June 2017, the Italian Government finalised the plan to resolve the crisis of Banca Popolare di Vicenza and Veneto Banca (V&V). The Ministry of Economy and Finance, acting on the proposal of the Bank of Italy, put the two banks into compulsory administrative liquidation ("liquidazione coatta amministrativa"). After a long incubation period, during which various attempts had been tried to recover V&V as a going concern, the definitive solution came by surprise as an exception to EU rules that would prescribe resolution as the standard remedy to a bank insolvency, in accord with the 2014 Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD).

Il complesso del territorio, e la volta che incontrai Gianni Zonin

È quasi impossibile dare un giudizio fermo e condiviso sulle crisi bancarie. Dopo che sono scoppiate, i numeri del disastro sono spaventosi. Le popolari venete chiudono con 17,5 miliardi di crediti deteriorati più 6 miliardi di sospette posizioni "ad alto rischio", a fronte di 26,3 miliardi in bonis. Quasi una proporzione 50/50 tra le prime due voci e la terza. Considerando i fidi alle imprese, andiamo nettamente sopra la metà.

Salvataggi paralleli: da Napoli 1996 a Veneto 2017

Mi sto riprendendo dall’ubriacatura di fatti e discussioni sulla crisi risolta (si spera) di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. Complice il ponte romano per i SS.Apostoli, c’è stato un calo di tensione e di attenzione sui media e sui social. Tuttavia stamattina, ai Conti della belva, Oscar Giannino è tornato sul tema (ascoltatelo dal podcast al minuto 21:29) con un giudizio molto interessante: a suo dire, il salvataggio delle banche venete segna la vittoria della via italiana alla gestione delle crisi bancarie.

Banche venete e DL 99/2017: il buono, il brutto e il cattivo

Note Versione 0.3, sono indicate le parti da verificare sulla base di informazioni più complete. Le sezioni aggiunte o riviste rispetto alla prima versione pubblicata il 26 giugno sono indicate con REV. Le elaborazioni si basano sui dati pubblicati nella Memoria della Banca d’Italia alla Commissione finanze della Camera del 4 luglio 2017, nella Relazione tecnica al DDL di conversione del DL 99/2017 e nel Comunicato del Gruppo Intesa Sanpaolo del 26 giugno 2017.

Che destino meritano i creditori senior delle banche venete

Seconda lenzuolata di titoli oggi sul piano di salvataggio delle Banche Venete. Come un jab al plesso solare ci raggiungono i due articoli di Alessandro Barbera e Gianluca Paolucci sulla Stampa e di Alessandro Greco su Repubblica: ci danno due stime del conto finale per le casse dello Stato, tra 12 e 13 miliardi; ottenuti con un mix di voci molto diverso, ma l’ordine di grandezza è quello. In parte recuperabile (con alea) dalla cessione delle partecipazioni non rilevate da Intesa e, si spera, con recuperi su NPL superiori a quelli scontati allo scorporo.

Le condizioni di Intesa per salvare la banche venete

Oggi i quotidiani riportano tantissimo materiale sulla notiziona di ieri: un consiglio di amministrazione straordinario di Intesa Sanpaolo ha formalizzato l’offerta per la parte sana di Veneto Banca e Popolare di Vicenza nella cornice di una liquidazione coatta amministrativa con scorporo di una good bank e di un veicolo per i crediti deteriorati. Sono confermate (o comunque non contraddette) le ipotesi che formulavo ieri, centrate sull'obiettivo di non toccare il debito senior.

Banche venete, the L-word

Eccomi col consueto resoconto di giornata sulla crisi delle banche venete, anche oggi ben coperta sui quotidiani (in fondo trovate il thread su twitter). Più difficile del solito il commento. Cerco di andare al sodo: i tempi stringono; sono in vendita le parti buone della Banca popolare di Vicenza e di Veneto Banca; oggi scade il termine per la presentazione di manifestazioni di interesse al Ministero dell’Economia; si prevede di comunicare l’esito e procedere con la soluzione con effetto da lunedì prossimo;

Separazione consensuale per le banche venete

Qualche schiarita sulla via d’uscita della Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, dopo i foschi presagi di inizio settimana. Premessa: pare definitivamente abbandonata la via della ricapitalizzazione precauzionale (con il rammarico del Presidente di BPVi Mion). Questo significa una cosa chiara: le banche sono in dissesto o a rischio di dissesto, e quindi devono essere trattate con una procedura di crisi. Attenti però alle sfumature (v. art. 20 DLgs 180/2015): procedura di crisi non significa per forza risoluzione (o peggio ancora liquidazione coatta amministrativa), ma può anche fermarsi alla riduzione/conversione di capitale e subordinati.

Ritorno al futuro per evitare il bail-in

La settimana scorsa l’unità di crisi che segue i dossier delle banche venete e di MPS è stata sottoposta a una prova di stress di quelle severe. La cronaca ha faticato a star dietro alle ipotesi che man mano maturavano. Dall’esterno, non è stato facile raccapezzarsi. Arrivavano notizie davvero difficili da interpretare, come questa di Laura Serafini sul Sole 24 ore del 16 giugno, che riprendevo in un tweet: 2.