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Viva Visco!

Ricevo e volentieri pubblico questa nota sulla travagliata riconferma di Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia. L’ho ricevuta ieri sera da un mio amico di matita (come lo intendeva Charlie Brown) su Twitter. È scritta di getto, e di getto aggiungo la mia risposta. «Da quel che si raccoglie qui, a Roma, ci hanno provato, la sua intuizione non era sbagliata affatto: qualcuno seriamente, qualcuno già molto soddisfatto di esser stato invitato al ballo e di poterlo raccontare ai nipotini : mi ricordo quella volta che potevo diventare Governatore.

Marce forzate ma non troppo per il Comprehensive Assessment dei gruppi BCC

Oggi sul Sole 24 ore Laura Serafini fa il punto sull’asset quality review (Aqr) alla quale devono sottoporsi i tre gruppi bancari cooperativi in rampa di lancio. Il titolo dell’articolo, «BCC, stress test fai da te» fa capire che c’è stato un cambio di passo e di filosofia rispetto agli annunci precedenti. Infati, stando alle voci che circolavano qualche mese fa, l’Aqr doveva essere condotta tra novembre e i primi mesi del 2018, con personale proveniente dalla Vigilanza della Banca d’Italia, sull’intera popolazione delle singole BCC e applicando le procedure e le metodologie della Bce.

Italia vs Ue sugli Npl: la posta in gioco

Note Pubblicato su ilsussidiario.net il 21 ottobre 2017 Può un documento tecnico di vigilanza bancaria suscitare tanto clamore mediatico? È quello che è successo con l’Addendum alle linee guida sui crediti deteriorati (Npl) pubblicato sul sito della Bce il 4 ottobre, nel quale si propone di attivare il calendar provisioning, cioè la svalutazione a tempo dei prestiti bancari problematici (dopo 2 anni per la parte non garantita e 7 anni per quella garantita).

Vigilanza BCE: giro di vite in arrivo

È la settimana dei bilanci sulla lunga stagione delle crisi bancarie vista dall’Italia. Tra ieri e oggi ne hanno scritto Andrea Greco e Vittoria Puledda su Repubblica A&F e Camilla Conti sul Giornale, oltre alla mia rapsodia in nero sul tema. Note Nella foto membri del Consiglio di vigilanza della BCE al 6 maggio 2015. Terza e quarta da sinistra la Presidente Danièle Nouy e la Vice-presidente Sabine Lautenschläger.

La guerra incompresa di Palazzo Koch contro le forze aliene della crisi

Negli ultimi 15 anni «oltre 100 banche sono state commissariate, chiuse, aggregate, e nessuno se n’è accorto». Lo ha affermato Ignazio Visco il 1° luglio scorso, in un dialogo pubblico con Corrado Augias al festival dei due Mondi a Spoleto. Me ne sono ricordato in questi giorni, nel vivo del dibattito sulla riconferma dell’attuale Governatore alla guida della Banca d’Italia. Di qui l’analogia (buffa, ma rispettosa) tra la nostra Supervisione bancaria e la struttura undercover dei Men in Black, tutt’e due impegnate senza tregua per combattere minacce terrificanti, ma facendo in modo che nessuno se ne accorga.

Le due facce della ricapitalizzazione MPS

Dopo una lunga gestazione, è pronta l’analisi della ricapitalizzazione precauzionale di MPS a cui sto lavorando da qualche settimana. La licenzio mentre i media cominciano a reagire alle anticipazioni sui prezzi che i titoli della banca senese dovrebbero far registrare dopo l’imminente riammissione in Borsa, prevista entro metà ottobre. Si parla di quotazioni attorno ai 4-5 euro per azione, inferiori ai 6,49 euro pagati dal Tesoro per sottoscrivere le nuove azioni a pagamento, e agli 8,65 euro applicati per convertire gli strumenti ibridi e subordinati.

Buone Vacanze, il caso MPS può aspettare

Dopo il tour de force prima, durante e dopo l’intervento sulle Popolari Venete non ho postato nulla di nuovo sui fatti di attualità perché ho ripreso in mano il mio lavoro sulla valutazione delle azioni. Devo estendere i modelli ai casi di risanamento e risoluzione, con la problematica del burden sharing mediante conversione degli strumenti di capitale AT1 e T2 e delle obbligazioni senior soggette a bail-in. La materia è molto complessa tecnicamente (oltre che negli aspetti giuridici).

Le sette vite del gatto Mis-selling

Oggi vi porto indietro nel tempo. Ho aperto con lo splendido Pinocchio di Jacovitti del 1964, e proseguo con un aneddoto di dieci anni dopo. Capirete alla fine che cosa c’entrano col titolo di questo post. Quell’estate del 1974 Pochi oggi si ricordano delle cartelle fondiarie. Le avevo studiate nel 1979 per la mia tesi di laurea. Le cartelle erano obbligazioni a lungo termine. Oggi le chiameremmo mortgage backed securities o covered bond: col ricavato si erogavano mutui a tasso fisso per la costruzione e l’acquisto di immobili, ed erano emesse da istituti di credito speciale o sezioni autonome di grandi banche.

Padri e figli: le crisi bancarie e i conti in sospeso tra generazioni

Passata è la tempesta Sembra passato un anno dal week-end del 25 giugno, quando la domenica pomeriggio si aspettava col fiato sospeso il Consiglio dei ministri che avrebbe approvato la messa in liquidazione coatta amministrativa delle banche venete. Ora la situazione si è calmata, e ci si è fatti una ragione di quello che il Governo ha messo in atto con il decreto-legge 99/2017. Oscar Giannino e i compari dei Conti della belva sono stati i primi a cogliere il clima cambiato.

The V&V plan: slow bank rescuing

With the approval of the Decree Law 99 of 25 June 2017, the Italian Government finalised the plan to resolve the crisis of Banca Popolare di Vicenza and Veneto Banca (V&V). The Ministry of Economy and Finance, acting on the proposal of the Bank of Italy, put the two banks into compulsory administrative liquidation ("liquidazione coatta amministrativa"). After a long incubation period, during which various attempts had been tried to recover V&V as a going concern, the definitive solution came by surprise as an exception to EU rules that would prescribe resolution as the standard remedy to a bank insolvency, in accord with the 2014 Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD).