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Vigilanza BCE: giro di vite in arrivo

È la settimana dei bilanci sulla lunga stagione delle crisi bancarie vista dall’Italia. Tra ieri e oggi ne hanno scritto Andrea Greco e Vittoria Puledda su Repubblica A&F e Camilla Conti sul Giornale, oltre alla mia rapsodia in nero sul tema. Note Nella foto membri del Consiglio di vigilanza della BCE al 6 maggio 2015. Terza e quarta da sinistra la Presidente Danièle Nouy e la Vice-presidente Sabine Lautenschläger.

La guerra incompresa di Palazzo Koch contro le forze aliene della crisi

Negli ultimi 15 anni «oltre 100 banche sono state commissariate, chiuse, aggregate, e nessuno se n’è accorto». Lo ha affermato Ignazio Visco il 1° luglio scorso, in un dialogo pubblico con Corrado Augias al festival dei due Mondi a Spoleto. Me ne sono ricordato in questi giorni, nel vivo del dibattito sulla riconferma dell’attuale Governatore alla guida della Banca d’Italia. Di qui l’analogia (buffa, ma rispettosa) tra la nostra Supervisione bancaria e la struttura undercover dei Men in Black, tutt’e due impegnate senza tregua per combattere minacce terrificanti, ma facendo in modo che nessuno se ne accorga.

Le due facce della ricapitalizzazione MPS

Dopo una lunga gestazione, è pronta l’analisi della ricapitalizzazione precauzionale di MPS a cui sto lavorando da qualche settimana. La licenzio mentre i media cominciano a reagire alle anticipazioni sui prezzi che i titoli della banca senese dovrebbero far registrare dopo l’imminente riammissione in Borsa, prevista entro metà ottobre. Si parla di quotazioni attorno ai 4-5 euro per azione, inferiori ai 6,49 euro pagati dal Tesoro per sottoscrivere le nuove azioni a pagamento, e agli 8,65 euro applicati per convertire gli strumenti ibridi e subordinati.

Buone Vacanze, il caso MPS può aspettare

Dopo il tour de force prima, durante e dopo l’intervento sulle Popolari Venete non ho postato nulla di nuovo sui fatti di attualità perché ho ripreso in mano il mio lavoro sulla valutazione delle azioni. Devo estendere i modelli ai casi di risanamento e risoluzione, con la problematica del burden sharing mediante conversione degli strumenti di capitale AT1 e T2 e delle obbligazioni senior soggette a bail-in. La materia è molto complessa tecnicamente (oltre che negli aspetti giuridici).

Le sette vite del gatto Mis-selling

Oggi vi porto indietro nel tempo. Ho aperto con lo splendido Pinocchio di Jacovitti del 1964, e proseguo con un aneddoto di dieci anni dopo. Capirete alla fine che cosa c’entrano col titolo di questo post. Quell’estate del 1974 Pochi oggi si ricordano delle cartelle fondiarie. Le avevo studiate nel 1979 per la mia tesi di laurea. Le cartelle erano obbligazioni a lungo termine. Oggi le chiameremmo mortgage backed securities o covered bond: col ricavato si erogavano mutui a tasso fisso per la costruzione e l’acquisto di immobili, ed erano emesse da istituti di credito speciale o sezioni autonome di grandi banche.

Padri e figli: le crisi bancarie e i conti in sospeso tra generazioni

Passata è la tempesta Sembra passato un anno dal week-end del 25 giugno, quando la domenica pomeriggio si aspettava col fiato sospeso il Consiglio dei ministri che avrebbe approvato la messa in liquidazione coatta amministrativa delle banche venete. Ora la situazione si è calmata, e ci si è fatti una ragione di quello che il Governo ha messo in atto con il decreto-legge 99/2017. Oscar Giannino e i compari dei Conti della belva sono stati i primi a cogliere il clima cambiato.

The V&V plan: slow bank rescuing

With the approval of the Decree Law 99 of 25 June 2017, the Italian Government finalised the plan to resolve the crisis of Banca Popolare di Vicenza and Veneto Banca (V&V). The Ministry of Economy and Finance, acting on the proposal of the Bank of Italy, put the two banks into compulsory administrative liquidation ("liquidazione coatta amministrativa"). After a long incubation period, during which various attempts had been tried to recover V&V as a going concern, the definitive solution came by surprise as an exception to EU rules that would prescribe resolution as the standard remedy to a bank insolvency, in accord with the 2014 Bank Recovery and Resolution Directive (BRRD).

Il complesso del territorio, e la volta che incontrai Gianni Zonin

È quasi impossibile dare un giudizio fermo e condiviso sulle crisi bancarie. Dopo che sono scoppiate, i numeri del disastro sono spaventosi. Le popolari venete chiudono con 17,5 miliardi di crediti deteriorati più 6 miliardi di sospette posizioni "ad alto rischio", a fronte di 26,3 miliardi in bonis. Quasi una proporzione 50/50 tra le prime due voci e la terza. Considerando i fidi alle imprese, andiamo nettamente sopra la metà.

Salvataggi paralleli: da Napoli 1996 a Veneto 2017

Mi sto riprendendo dall’ubriacatura di fatti e discussioni sulla crisi risolta (si spera) di Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca. Complice il ponte romano per i SS.Apostoli, c’è stato un calo di tensione e di attenzione sui media e sui social. Tuttavia stamattina, ai Conti della belva, Oscar Giannino è tornato sul tema (ascoltatelo dal podcast al minuto 21:29) con un giudizio molto interessante: a suo dire, il salvataggio delle banche venete segna la vittoria della via italiana alla gestione delle crisi bancarie.

Banche venete e DL 99/2017: il buono, il brutto e il cattivo

Note Versione 0.3, sono indicate le parti da verificare sulla base di informazioni più complete. Le elaborazioni si basano sui dati pubblicati nella Memoria della Banca d’Italia alla Commissione finanze della Camera del 4 luglio 2017, nella Relazione tecnica al DDL di conversione del DL 99/2017 e nel Comunicato del Gruppo Intesa Sanpaolo del 26 giugno 2017. Segnalazioni di inesattezze e commenti sono benvenuti. Possono essere inviati a luca.